Il Regolamento Associativo e lo Statuto

REGOLAMENTO INTERNO ACAT TORINO EST

Il presente regolamento interno dell’Associazione ACAT Torino Est costituisce parte integrante dello Statuto dell’Associazione approvato – unitamente all’Atto Costitutivo – in data 2 febbraio 2017  così come previsto dall’art. art. 16 dello stesso Statuto (art. 16 – Rinvio – Per quanto non espressamente riportato in questo Statuto si fa riferimento al Codice Civile e ad altre norme di Legge vigenti in materia, nonché al regolamento interno se esistente).

Art. 1 . Natura e Scopi

L’ A.C.A.T. Torino Est, facendo propri i principi del’AES – secondo cui le modalità di rapportarsi con le bevande alcoliche (atteggiamenti quali il bere moderato, il bere problematico, lo stesso bere dell’”alcolista”) sono da considerarsi come comportamenti abituali, stili di vita a rischio che possono comportare in ogni caso problemi e sofferenze per l’individuo, la famiglia e la comunità – intende perseguire, nel rispetto delle norme statutarie, finalità di solidarietà mediante interventi continuativi, attivi e diretti, volti alla prevenzione e alla soluzione delle problematiche alcol correlate (PAC).

Tali interventi sono realizzati attraverso le comunità multifamiliari denominate Club Alcologici Territoriali nonché attraverso le altre attività (vedi punti a-f di seguito elencati) previste dalla metodologia ecologico – sociale sul territorio.
I Club si fondano su principi di solidarietà e corresponsabilità e sull’approccio ecologico-sociale (AES), che vede negli stili di vita connessi col consumo di bevande alcoliche una manifestazione della cultura generale umana (anche detta spiritualità antropologica).
Essi si pongono come obiettivi irrinunciabili in primo luogo la prevenzione dei PAC attraverso il cambiamento della cultura della comunità locale e in secondo luogo la soluzione dei PAC.

Questi 2 obiettivi sono perseguiti essenzialmente attraverso la frequenza delle famiglie con PAC ai Club Alcologici Territoriali e la realizzazione delle Scuole Alcologiche Territoriali .

I  Club. sono comunità multifamiliari nate dalla spontanea aggregazione di cittadini il cui scopo è di svolgere funzioni di prevenzione dei PAC sul territorio e di supportare le famiglie nel percorso di cambiamento dello stile di vita verso una migliore qualità della vita stessa, anche grazie alla soluzione dei problemi legati all’uso di bevande alcoliche. Ciò avviene attraverso la condivisione, la solidarietà e la compartecipazione.
Ogni Club è composto da minimo 2 a un massimo di 10 famiglie con problemi alcol correlati e complessi e da un servitore-insegnante formato e aggiornato sulle problematiche alcolcorrelate.

Le Scuole. sono uno strumento di informazione, sensibilizzazione ed educazione ecologica continua (EEC) delle famiglie dei C.A.T. e della comunità locale, con obiettivi di prevenzione e soluzione delle problematiche alcol correlate e complesse.

L’ Associazione A.C.A.T. Torino Est intende quindi:

  • a) adoperarsi per la prevenzione dei problemi alcol e droga correlati e di tutte le forme del disagio multidimensionale (problemi complessi) mediante la metodologia ecologico-sociale sopra descritta (AES);
  • b) nell’ottica di servizio adoperarsi per lo sviluppo e la crescita dei programmi alcologici territoriali ed in particolare lo sviluppo dei C.A.T. che ne sono la base;
  • c) rappresentare un punto di riferimento e di coordinamento dei C.A.T. e delle S.A.T., collaborando con chiunque operi a livello pubblico e privato riguardo ai problemi alcol correlati e le altre forme del disagio multidimensionale, anche stipulando convenzioni. Tutto ciò facendo proprio il principio della unità metodologica, principio che sta alla base della realizzazione dei programmi alcologici previsti dall’AES e che prevede la interazione tra i C.A.T. e i servizi pubblici socio-sanitari che con essi devono collaborare (concetto di lavoro di rete nella connessione tra servizi pubblici e volontariato sociale);
  • d) aderire ad ogni iniziativa che si prefigga lo scopo di sviluppare programmi di informazione, formazione e ricerca in campo alcologico, nonché interventi operativi per la soluzione dei problemi legati all’uso di bevande alcoliche, delle droghe illegali e dei problemi di sofferenza multidimensionale;
  • e) cooperare con persone, gruppi, associazioni etc. che fanno proprio l’obiettivo della prevenzione ed il trattamento del disagio multidimensionale (problemi alcol correlati, problemi legati all’uso di sostanze psicoattive illegali e/o legali, problematiche connesse ai disturbi della sfera alimentare, problemi correlati al disagio psichico e all’emarginazione, assunzione di comportamenti a rischio per la tutela della salute psicofisica) a prescindere da indirizzi metodologici, ideologici, religiosi e dalla nazionalità o dalla collocazione sociale propria di ciascuno di essi, in funzione di una solidarietà aperta alla convivenza civile;
  • f) istituire, in collaborazione con le strutture pubbliche e private interessate, un Centro Alcologico Territoriale Funzionale (C.A.T.F.) allo scopo di finalizzare gli obiettivi previsti dal presente articolo e di promuovere una sempre migliore collaborazione tra pubblico e privato nell’ottica del lavoro di rete sopra citato.

Art. 2 . Soci

  • a) Sono Soci dell’A.C.A.T. Torino Est tutti i membri dei C.A.T. della zona di appartenenza (famiglie e servitori-insegnanti).
    Possono inoltre essere Soci tutti coloro che si riconoscano nei principi e negli scopi dell’Associazione e desiderino collaborare fattivamente alla loro realizzazione, purché partecipino ai programmi alcologici territoriali legati ai club e alle strutture a essi collegati.
  • b) Possono essere Soci straordinari, senza diritto di voto, tutte le persone che per i loro meriti saranno così riconosciute e nominate dall’Assemblea dei Soci.
  • c) I Soci sono tenuti altresì a rispettare le seguenti “buone abitudini”, caratterizzanti la vita della comunità multifamiliare dei C.A.T. che include il servitore-insegnante:

• puntualità
• riservatezza
• non fumare durante gli incontri
• la moltiplicazione all’ingresso della decima famiglia
• la partecipazione ai programmi di sensibilizzazione ed educazione ecologica continua con particolare riguardo alle Scuole Alcologiche Territoriali di I, II modulo rivolto alle famiglie dei C.A.T. e di III modulo rivolto alla comunità ed ai Corsi di aggiornamento per i servitori-insegnanti.

Art. 3. L’Assemblea

  • a) In occasione della assemblea dei Soci ordinaria/straordinaria ogni componente di club alcologico territoriale può partecipare ed esprimere la propria opinione. Ogni associato ha diritto al voto.
  • b) La modalità di voto è sempre palese, salvo casi che riguardino le persone.
  • c) Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci sono riassunte in un verbale redatto da un componente dell’Assemblea (scelto dal Presidente/Coordinatore) e da questi sottoscritto unitamente al Presidente/Coordinatore. Il verbale è tenuto a cura del Presidente/ Coordinatore nella sede dell’Associazione. Ogni componente ha diritto di consultare il verbale e di richiederne copia.

Art. 4. Organizzazione

Poiché l’associazione segue principi di corresponsabilità e di condivisione, un principio fondamentale è la rotazione delle cariche a tutti i livelli.

  • a) Al Consiglio Direttivo (o Coordinamento) partecipa di diritto il Presidente (o suo delegato, eletto dalle famiglie del club stesso) di ogni C.A.T. che appartiene alla Associazione A.C.A.T. Torino Est. È componente di diritto del Consiglio Direttivo (o Coordinamento) il referente rappresentante dei servitori-insegnanti dell’Associazione nominato tra loro dai servitori insegnanti attivi nei C.A.T.
  • b) Il Presidente (o Coordinatore) è uno dei componenti del Consiglio Direttivo (Coordinamento) che è l’organo decisionale e senza il cui parere non può prendere decisioni, salvo casi di necessità o urgenza da sottoporre poi alla ratifica del Consiglio Direttivo (Coordinamento
  • c) Il Presidente (o coordinatore) vigila e cura che siano attuate le delibere del Coordinamento (Consiglio Direttivo) e dell’Assemblea e provvede all’osservanza delle disposizioni statutarie e del presente regolamento

Art 5 . Rendiconto economico-finanziario

L’Associazione ha l’obbligo di redigere annualmente il rendiconto economico-finanziario, con annessa relazione ai Soci sull’attività svolta, che devono essere approvati dall’Assemblea, unitamente al bilancio preventivo.

  • a) Il rendiconto economico-finanziario – elaborato dal Tesoriere – contiene, raggruppate per categorie, tutte le voci di spesa e di entrata relative all’esercizio; è approvato dall’Assemblea Generale a maggioranza semplice dei presenti con diritto di voto, entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello di competenza.
  • b) Il rendiconto economico-finanziario è depositato presso la sede dell’Associazione almeno 15 gg. prima dell’Assemblea Generale e può essere consultato da ogni socio.

Torino, 2 febbraio 2017

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