GRUPPI AMA


accogliere   capire   condividere    sostenere   …..reciprocamente

per affrontare dinamiche in un gruppo che ci induca sia ad una presa di coscienza del segnale ansioso sia alla conseguente auto-attivazione

Storia  e  Caratteristiche

Nel 1935 un agente di borsa di Wall Street e un medico chirurgo dell’Ohio – entrambi alcolisti – si resero conto che aiutandosi a vicenda riuscivano a mantenersi lontano dall’alcol. Fondarono così la Alcolisti Anonimi che ora conta nel mondo più di 100.000 gruppi di auto-mutuo-aiuto (AMA). Questo numero impressionante riguarda solo il problema dell’alcol.

Ma i gruppi sono molti, molti di più, perché questa meravigliosa esperienza si è facilmente allargata per abbracciare moltissime altre realtà di disagio così da creare gruppi di auto-mutuo-aiuto ad hoc per ogni singolo disagio. Ci sono oggi in Piemonte centinaia di gruppi per i disagi più vari, dall’ansia-panico all’elaborazione del lutto, dalla disabilità alla dipendenza dal gioco, dal mobbing al disagio sociale.

E perché si sono così moltiplicati? La risposta è semplice: perché funzionano. E l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, ne ha elogiato la valenza terapeutica. I fattori che vi concorrono sono molti. L’approccio al gruppo di solito avviene per rompere l’isolamento e poter parlare con persone che ovviamente ti capiscono. E questo già è un vantaggio.

Ma soprattutto la caratteristica e la novità di questi gruppi è che il soggetto, ogni singolo soggetto, è contemporaneamente fruitore ed elargitore del sostegno, senza riferimenti verticali di professionisti che semmai sono di supporto esterno (nel gruppo tutti sono alla pari e vige l’assoluta democraticità).

Questo permette lo sblocco della passività e la liberazione dal senso d’impotenza e porta alla fiducia in se stessi. Inoltre consideriamo che lo strumento fondamentale per lo sviluppo globale della personalità e della corretta immagine di sé è la comunicazione empatica messa in atto nei gruppi: questa crea un contesto affettivo, di rassicurazione, che permette all’individuo di far emergere la vita che è in lui.

Vi è così un processo di crescita che porterà ad un’autentica consapevolezza del sé, a capire quali meccanismi agiscono, a conoscerli per meglio rapportarvisi e a mettere nell’obiettivo quell’auspicabile “centratura” necessaria alla vita serena. Tutto questo utilizzando le proprie energie, autoattivandosi. Occorre solo mettersi in gioco, con l’energia moltiplicata nel gruppo, per raggiungere quei piccoli o grandi obiettivi che miglioreranno la nostra vita.

 

Come  si  entra  e  Come  si  permane  nei  gruppi  di  Torino

(Al momento abbiamo tre gruppi a Torino (lunedì e mercoledì preserale e sabato mattina). Segnalateci il vostro desiderio di gruppo nella vostra zona e lì, qualora arrivassimo a 6 o 7 persone interessate, ci adopereremo per farlo nascere)

Condizioni di ingresso e di permanenza in ordine:

  • colloquio-preliminare con l’Associazione
  • colloquio-filtro (gratuito) c/o un ns. psicoterapeuta
  • assolvere all’impegno di attenersi scrupolosamente alle  Linee Guida (Endecasillabo Lidap) e al Regolamento  democraticamente approvato congiuntamente da Direttivo, Consulenti e Partecipanti Senior ai Gruppi

Contatti gruppi :

  • Torino                                                                info@piemontelidap.it

Linee Guida  dei Gruppi ama  – (Endecasillabo)

  1. Il giudizio Non giudicare le emozioni, i vissuti e le azioni degli altri componenti del gruppo anche se possono apparire disdicevoli: spesso il giudizio è solo la proiezione di un nostro problema. Giudicare non serve a nessuno: il giudicante non si guarda dentro, mentre il giudicato si chiude.
  2. I consigli Non dare consigli se non sono richiesti e non dare risposte a domande che non vengono formulate. Consigli e risposte non richieste sono modalità giudicanti.
  3. Linterpretazione Non interpretare ciò che raccontano gli altri, fai domande se necessario o aiuta a riformulare un concetto per meglio eplicitarlo. Non atteggiarti ad esperto: sii, il più autenticamente possibile, te stesso. Se pensi di poter essere un modello per gli altri, parla di te, delle tue emozioni e delle tue difficoltà e non fare delle prediche.
  4. L’ascolto Rammenta che l’ascolto attivo e l’empatia (l’intenzione di comprendere le emozioni dell’altro) sono dei fecondi attivatori della comunicazione gruppale. Parlare d’altro o con altri, mentre qualcuno racconta di sé, o banalizzare le sue emozioni, distrugge la capacità comunicativa del gruppo: spesso tali atteggiamenti nascondono un disagio verso ciò di cui si parla.
  5. Il parlar del “sé” Parla riferendoti sempre a te e resta incentrato sulle tue emozioni, parlando in prima persona: questo è il segreto per rendere efficace la tua comunicazione. Quando ti accorgi di iniziare a parlare di altri, fermati perché sei nel gruppo innanzitutto per te stesso; non serve occuparsi degli altri in questo modo, ma se parlerai di quello che non va in te, indurrai gli altri a fare altrettanto.
  6. Il rispecchiamento Se farai attenzione al rispecchiamento, imparerai a vedere negli altri ciò che ti appartiene. Può essere prezioso esplorare, da un diverso punto di vista, il proprio disagio e le emozioni che lo contornano.
  7. Le emozioni Nelle dinamiche del gruppo presta maggior attenzione alle tue emozioni piuttosto che alla tua parte razionale. Le emozioni sono segnali preziosi che spesso vengono soffocati dalla propria intellettualità; utilizza la tua razionalità solo dopo che hai attivato la tua parte emozionale. Un bel discorso spesso nasconde qualcosa, mentre un’emozione autentica può rivelare tutto. Libera nel gruppo le tue emozioni più profonde, il peso di ciò che ti assilla Non sempre è necessario parlare, anche con il silenzio si può comunicare.
  8. Le comunicazioni parallele Sentirsi e incontrarsi al di fuori del gruppo non è vietato a patto che tutto venga ricondotto al gruppo e che non vengano costruite comunicazioni parallele o sottogruppi, entrambi deleteri per un proficuo percorso collettivo.
  9. Il conflitto Non temere il conflitto all’interno del gruppo; non soffocarlo o nasconderlo perché può essere un prezioso rivelatore di emozioni nascoste o inconfessate. Quando esso emerge, rifletti su di te e non dimenticare che il gruppo è uno spazio speciale in cui si può dar voce anche a sentimenti conflittuali. . Solo una raccomandazione: cerca di usare una “modalità comunicativa ecologica” affinché le forti emozioni, in questo caso, non impediscano al gruppo le necessarie riflessioni.
  10. L’impegno Affronta il cammino del gruppo con la serietà e l’impegno di una priorità, con costanza nella frequenza: non ridurre il tutto a una semplice chiacchierata con gli amici perché non servirebbe né a te né agli altri. Un approccio superficiale trasmette un intento di non condivisione e di scarso rispetto. Poi non dimenticare che una tua assenza fa mancare al gruppo un riferimento importante.
  11. L’autoattivazione Non affidarti al facilitatore per risolvere i tuoi problemi, ma alle tue risorse che probabilmente nemmeno immagini di avere; l’autoattivazione è la condizione principale e necessaria per iniziare il proprio, e univoco, percorso di guarigione. Il gruppo in sé non è una medicina ma una preziosa opportunità che, però, solo tu puoi decidere di cogliere. Infine non un suggerimento ma un obbligo inderogabile: la riservatezza sui vissuti che vengono raccontati al gruppo deve essere assoluta e indiscutibile! Nulla deve uscire di tutto ciò di personale che viene raccontato.

                                                                                                                                                                     

 

TEST   FUNZIONALITÀ  –  GRUPPO  AMA

di  ……………………………………

Dai un valore numerico ad ogni punto del questionario, secondo lo schema seguente:

1 – quasi mai / quasi nulla

2 – a volte / un poco

3 – abbastanza / in maniera sufficiente

4 – la maggior parte delle volte /  in modo apprezzabile

5 – quasi sempre / in maniera soddisfacente

 

 

Frequenza  &  Diminuzione dell’ansia e del disagio

  • A quanti incontri del gruppo ho partecipato sinora? : …… (indicare la cifra, ma non il “valore numerico” di valutazione)
  • l’ho fatto in modo continuativo, vale a dire a quanti incontri sono stato/a assente? : …… (indicare la cifra, ma non il “valore numerico”di valutazione)
  • A questo punto del percorso, come valuto la mia diminuzione di ansia/disagio?   ….

 

 

Accoglienza

  • ti senti accolto/a con disponibilità e apertura dall’intero gruppo?  ….

Ascolto

  • puoi esprimere i tuoi pensieri e le tue difficoltà per quello che desideri, trovando sufficiente il tempo dedicato al tuo intervento? ….

Emozioni

  • i gruppi a.m.a. di Lidap si propongono di condividere le emozioni relative agli stati d’ansia: riusciamo a focalizzarci su questo proposito? ….

Clima emotivo

  • in generale la “temperatura” emotiva del gruppo è positiva ? …nel senso che ti dà sollievo e ti fa piacere frequentare il gruppo ? ….

Fiducia

  • senti di poter affidare le tue emozioni al gruppo, serenamente?  ….
  • ti senti in grado di ricevere le emozioni altrui, senza che questo sia fonte di agitazione? ….

Auto attivazione

  • nei gruppi a.m.a. si cerca di stimolare i partecipanti a trovare dentro di sé le risorse necessarie a migliorare il proprio stato di ansia: siamo sempre stati propositivi senza limitarci a condividere la nostra sofferenza? ….

Argomenti

  • secondo te gli argomenti trattati sono stati sempre coerenti con il tema centrale del disagio ansioso? ….

 

Infine un Suggerimento per migliorarci:     

 

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Data: …………..                                                                                                                                                  

   

 

GRUPPI  AMA     –      TEST   AUTOVALUTAZIONE

 

Dai un valore numerico ad ogni punto del questionario, secondo lo schema seguente:

1 – quasi mai / quasi nulla

2 – a volte / un poco

3 – abbastanza / in maniera sufficiente

4 – la maggior parte delle volte / in modo apprezzabile

5 – quasi sempre / in maniera soddisfacente

 

Frequenza  &  Diminuzione dell’ansia e del disagio

  • A quanti incontri del gruppo ho partecipato sinora? : …… (indicare la cifra, ma non il “valore numerico” di valutazione)
  • l’ho fatto in modo continuativo, vale a dire a quanti incontri sono stato/a assente? : …… (indicare la cifra, ma non il “valore numerico”di valutazione)

 

  • A questo punto del percorso, come valuto la mia diminuzione di ansia/disagio?  ….

 

In particolare

  • quanto è cambiata la mia vita, da quando frequento il gruppo: ….
  • Sento di conoscermi meglio? ….
  • Avverto una maggiore sicurezza nell’affrontare il mio disturbo d’ansia? ….
  • Prendo iniziative nuove? ….
  • Mi sento più padrone/a della mia vita? ….
  • La qualità delle mie giornate è migliorata? ….
  • Sorrido di più? ….

 

Giudizio

  • Quando ascolto gli altri riesco a seguire senza formulare automaticamente giudizi con il pensiero? ….
  • Se mi accorgo di averli pensati, riesco a non esprimerli a voce? ….
  • Posso condividere serenamente i miei contenuti, senza censurarmi con un atteggiamento giudicante? ….
  • Riesco a non pronunciare frasi come “forse sbaglio … è sbagliato, ma faccio così …” oppure “hai sbagliato… devi fare così”? ….

 

Consigli

  • Posso ascoltare gli altri senza intervenire con consigli non richiesti? ….
  • Riesco a focalizzarmi sulla mia esperienza, anziché su quella degli altri? ….

 

Ascolto, empatia

  • Posso seguire i discorsi altrui senza interrompere, guardare il cellulare, pensare ad altro? ….
  • Riesco a seguire con atteggiamento di partecipazione ciò che gli altri stanno dicendo, attendendo il mio turno di parola non in maniera distratta ed estraniata? ….

 

Parlo di me

  • Quando parlo di me, parlo effettivamente di me? ….
  • Se parlo di altri, riesco a focalizzarmi sul perché quei fatti accaduti ad altri mi abbiano colpito/a? ….
  • Posso lasciare che ognuno parli di sé, senza integrare il discorso altrui con osservazioni mie personali? ….

 

Rispecchiamento

  • Riesco a usare le esperienze altrui per far luce sulla mia situazione? ….
  • Riesco a capire più cose di me, ascoltando gli altri? ….

 

Emozioni

  • Sono in grado di riconoscere le mie emozioni? ….
  • Sono in grado di parlare delle mie emozioni per quello che sono, senza interpretarle alla luce di uno schema razionale, che le giustifichi? ….
  • Posso esprimere le mie emozioni al di là di un discorso intellettuale che faccia da filtro? ….

 

Comunicazioni parallele

  • Ho una comunicazione preferenziale con qualche membro del gruppo, al di là dell’appuntamento settimanale? ….
  • Se sì, con questa persona/queste persone riesco a non giudicare altri componenti del gruppo? ….

 

Conflitto

  • In caso di conflitti all’interno del gruppo, riesco a mantenere un atteggiamento sereno?  ….
  • Se mi scontro con qualcuno, riesco a vivere il conflitto circoscrivendolo a quella determinata situazione, senza provare rancore inespresso? ….
  • posso comunque mantenere verso questa persona un atteggiamento rispettoso? ….

 

Impegno

  • Ho un atteggiamento costruttivo e uso il gruppo per affrontare seriamente il mio percorso di crescita,

senza superficialità, mettendomi in gioco? ….

  • Durante la settimana, tra un incontro e l’altro, cerco di essere consapevole e di accorgermi di come mi comporto, senza spegnere l’attenzione e vivere non in modo automatico e ripetitivo ? ….

 

Auto attivazione

  • Riesco a trarre vantaggio dal gruppo, trovando in me le risorse necessarie per intraprendere il mio percorso di guarigione personale? ….

 

 

 

Data: ………………..