STATUTO LIDAP

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Art. 1
Costituzione, denominazione e sede

1) È costituita conformemente alla Carta Costituzionale ed ai sensi della Legge 266/1991, l’Organizzazione di Volontariato denominata “Sezione Regionale Piemonte della Lega Italiana contro i Disturbi d’Ansia, Agorafobia e Attacchi di Panico, siglabile “SR Lidap Piemonte”  con sede legale nel Comune di Torino, via San Marino 10, CAP 10134. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, se avviene all’interno dello stesso Comune e deve essere comunicato entro 60 giorni dal verificarsi dell’evento agli enti gestori di pubblici Registri presso i quali l’organizzazione è iscritta.

2) La durata dell’Associazione non è predeterminata ed essa potrà essere sciolta con delibera dell’Assemblea straordinaria con la maggioranza prevista all’art. 11

Art. 2
Scopi e finalità

1) L’Associazione è apartitica, aconfessionale, a struttura democratica e senza scopo di lucro, la quale ispirandosi ai principi della solidarietà sociale si prefigge come scopo di  perseguire, operando sul territorio piemontese, finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza sociale e socio-sanitaria alle persone con disturbi d’ansia, agorafobia e attacchi di panico.

Art. 3
Attività

1) Per la realizzazione dello scopo di cui all’art. 2 e nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, l’Associazione si propone di

a) realizzare tutte quelle iniziative che, nell’ambito della cultura della solidarietà e dell’utilità sociale, promuovono la sensibilizzazione e l’impegno per il diritto alla salute, relativamente ai disturbi di ansia, di agorafobia, di attacchi di panico (dap) e alle fobie in genere;
b) dare visibilità e informazione corretta dei disturbi suddetti e dei loro aspetti invalidanti attraverso convegni aperti a tutta la cittadinanza con il supporto di nostri psicoterapeuti e psichiatri volontari avvalendoci anche dei tradizionali media e internet;
c) promuovere la sollecitazione e la collaborazione alla ricerca, nonché l’individuazione di tutti gli strumenti utili alla tutela, alla guarigione ed alla prevenzione;
d) con la collaborazione dei presidi delle scuole fare opera di prevenzione fornendo a docenti e genitori gli strumenti atti all’identificazione del disagio e delle modalità di comportamento sia per la prevenzione che per la cura dei disturbi suddetti;
e) dare sostegno ai soggetti interessati ed ai loro famigliari, con servizi di ascolto telefonico promossi dalla Lidap Nazionale, con i gruppi di accoglienza, i gruppi di auto mutuo aiuto e attraverso la diffusione del materiale informativo;
f) promuovere la conoscenza ed il riconoscimento della valenza terapeutica dei gruppi di auto mutuo aiuto. In quest’ambito si prevede anche la collaborazione con altre associazioni ed iniziative rivolte alla risoluzione di esperienze di sofferenza e disadattamento; viene demandata alla Lidap nazionale la formazione nel campo dell’auto mutuo aiuto sia all’interno che all’esterno della struttura associativa;
g) organizzare interventi presso la comunità regionale e le sue istituzioni, affinché si attivino misure economiche, legislative, di assistenza sociale e socio sanitaria in genere, di inserimento e tutela in ambito lavorativo, per i soggetti portatori dei suddetti disagi; a tal fine proporre alle istituzioni regionali progetti mirati alla realizzazione degli scopi suddetti;
h) stimolare la classe medica ed i settori di assistenza sociale e socio-sanitaria, per un miglioramento delle conoscenze e delle tecniche per la prevenzione, la diagnosi precoce e le cure efficaci, relativamente ai disturbi suddetti, anche attraverso corsi di formazione e di aggiornamento;
i) collaborare con altre associazioni di volontariato e onlus della regione, per l’elevazione della dignità umana dei soggetti affetti dai suddetti disturbi, per l’aumento della comprensione, della tolleranza e del sostegno dei disagi; per l’organizzazione di eventi e iniziative reciprocamente utili alla crescita e alla visibilità delle singole esperienze associative;
l) promuovere la ricerca scientifica sul “dap”  ;
m) non escludere tutte le altre attività a livello regionale utili al perseguimento delle finalità sopra riportate.

2) Le attività di cui al comma precedente sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri aderenti in modo personale, spontaneo e gratuito e principalmente nell’ambito della Regione Piemonte.

3) L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Al volontario possono solo essere rimborsate dall’Associazione le spese vive effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti dall’Assemblea dei soci. Ogni forma di rapporto economico con l’Associazione derivante da lavoro dipendente o autonomo, è incompatibile con la qualità di volontario.

4) L’associazione, in caso di particolare necessità, può avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente esclusivamente entro il limiti necessari per assicurare il regolare funzionamento o per specializzare l’attività da essa svolta.

Art. 4
Patrimonio e risorse economiche

1) Il patrimonio dell’associazione durante la vita della stessa è indivisibile, ed è costituito da:
a)    beni mobili ed immobili che sono o diverranno di proprietà dell’Associazione;
b)    da eventuali erogazioni, donazioni o lasciti pervenuti alla Associazione
c)    da eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenze del bilancio.

2) L’associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e lo svolgimento delle proprie attività da:
a)    Quote associative
b)    Contributi di privati e di soci;
c)    Contributi dello stato, di enti ed istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
d)    Contributi di organismi internazionali;
e)    Donazioni e lasciti testamentari;
f)    Rimborsi derivanti da convenzioni;
g)    Entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

3) L’esercizio sociale dell’ Associazione ha inizio e termine rispettivamente il 1° Gennaio ed il 31 Dicembre di ogni anno. Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio (consuntivo e preventivo) e lo sottopone per l’approvazione all’Assemblea dei soci entro il mese di Aprile. Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede dell’associazione, almeno sette  giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato.

4) È fatto divieto di dividere tra gli associati, anche in forme indirette, gli eventuali proventi derivanti dall’attività dell’Associazione.

Art. 5
Soci

1)    Il numero dei soci è illimitato. Vengono tesserati soci della SR Lidap Piemonte  tutti soci della Lidap Nazionale che risiedono in Piemonte. Sono aderenti all’organizzazione tutte le persone fisiche che condividono le finalità dell’organizzazione e, mosse da spirito di solidarietà, si impegnano concretamente per realizzarle.
2)    L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, fatto salvo il diritto di recesso di cui all’art. 6.
3)    Tutte le cariche sociali solo elettive e gratuite
4)    È esclusa la temporaneità della vita associativa

Art. 6
Criteri di ammissione ed esclusione

1) L’ammissione di un nuovo socio, deliberata dal Consiglio Direttivo, è subordinata alla presentazione di apposita domanda scritta da parte dell’interessato con la quale si impegna di rispettare il presente Statuto e ad osservare gli eventuali regolamenti e le deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione.

2) Avverso l’eventuale reiezione dell’istanza, che deve essere sempre motivata, è ammesso ricorso all’assemblea dei soci.

3) Il ricorso all’assemblea dei soci è ammesso entro 30 gg. dal ricevimento della relativa lettera.

4) Il Consiglio direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro soci dopo che gli stessi avranno versato, la quota stabilita dall’Assemblea. La qualità di socio è intrasmissibile per atto tra vivi.

5) La qualità di Socio si perde:
a. per recesso, che deve essere comunicato per iscritto all’associazione;
b. per esclusione conseguente a comportamento contrastante gli scopi dell’Associazione;
c. per morosità conseguente al mancato pagamento della quota annuale, trascorsi 30 gg. dall’eventuale sollecito scritto;
d. per causa di morte.

6) L’esclusione e la decadenza dei soci è deliberata dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo. In ogni caso, prima di procedere all’esclusione di un Associato, devono essergli contestati per iscritto gli addebiti che gli vengono mossi, consentendogli facoltà di replica.

7) La perdita della qualifica di associato comporta la decadenza automatica da qualsiasi carica ricoperta sia all’interno dell’Associazione sia all’esterno per designazione o delega.

8) In tutti i casi di scioglimento del rapporto associativo limitatamente ad un associato, questi o i suoi eredi non hanno diritto al rimborso delle quote annualmente versate, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Art. 7
Diritti e Doveri dei soci

1) Tutti i soci godono degli stessi diritti e doveri di partecipazione alla vita dell’associazione ed alla sua attività. In modo particolare:
a)    I soci hanno diritto:
•    di partecipare alle Assemblee, a votare direttamente o per delega per l’approvazione e le modificazioni del presente statuto e dei regolamenti (a patto che non siano in contrasto con lo statuto e i regolamenti nazionali)
•    di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi;
•    di recedere dall’appartenenza all’associazione
•    i soci che prestano attività di volontariato devono essere assicurati dall’organizzazione contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
b)    I soci sono obbligati:
•    all’osservanza dello Statuto, del Regolamento e delle deliberazioni assunte dagli organi sociali;
•    a mantenere sempre un comportamento degno nei confronti dell’associazione impegnandosi a svolgere in modo personale, spontaneo e gratuito l’attività di volontariato per la realizzazione degli scopi dell’Associazione.
•    al pagamento nei termini della quota associativa, qualora annualmente stabilita dall’Assemblea dei soci. La quota associativa è intrasmissibile e non rivalutabile e in nessun caso può essere restituita.

Art. 8
Organi dell’Associazione

1) Sono organi dell’Associazione:
•    L’Assemblea dei soci
•    Il Consiglio direttivo
•    Il Presidente
•    Il Vicepresidente
•    Il Tesoriere

Art. 9
Assemblea dei Soci

1) L’Assemblea dei soci, l’organo sovrano dell’Associazione, regola l’attività della stessa ed è composta da tutti i soci.

2) Hanno diritto di intervenire in Assemblea tutti gli associati in regola con il pagamento della quota associativa annuale e che non abbiano avuto o non abbiano in corso provvedimenti disciplinari.

3) Ciascun associato dispone del voto singolo e può farsi rappresentare da un altro associato, conferendo allo stesso delega scritta. Nessun associato può rappresentare più di due associati

4) L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua mancanza, dal Vice-Presidente o, in sua mancanza, dal consigliere più anziano di età. In caso di necessità l’Assemblea può eleggere un segretario.

5) L’Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente. Inoltre deve essere convocata quando il Consiglio Direttivo ne ravvisa la necessità oppure quando ne è fatta richiesta motivata da almeno 1/3 (un terzo) degli associati aventi diritto di voto.

6) La convocazione è inoltrata per iscritto con sette  giorni di anticipo anche via e-mail e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo la data e l’orario della prima convocazione e della seconda convocazione. Quest’ultima deve avere luogo con almeno 24 ore di distanza dalla prima

7) In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per delega tutti i soci.

8) Le delibere assunte dall’assemblea vincolano tutti i soci anche assenti o dissenzienti. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riportate in un verbale redatto da un componente dell’Assemblea appositamente eletto e sottoscritto dallo stesso e dal Presidente.

9) L’assemblea può essere ordinaria o straordinaria. È straordinaria l’assemblea convocata per la modifica dello Statuto, oppure per lo scioglimento dell’associazione. È ordinaria in tutti gli altri casi.

Art. 10
Assemblea ordinaria dei Soci

1) L’assemblea ordinaria è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto; in seconda convocazione,  qualunque sia il numero degli associati intervenuti o rappresentati. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non votano.

2) Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando vengono approvate dalla maggioranza degli associati presenti o rappresentati.

3) L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario.

4) L’Assemblea ordinaria:
•    approva il bilancio preventivo, il conto consuntivo e la relazione di attività;
•    discute ed approva i programmi di attività;
•    elegge tra i soci i componenti del Consiglio Direttivo e approvandone preventivamente il numero;
•    ratifica la sostituzione dei membri del Consiglio Direttivo dimissionari, decaduti o deceduti deliberata dal Consiglio Direttivo attingendo dalla graduatoria dei non eletti;
•    approva l’ eventuale regolamento e le sue variazioni;
•    delibera sulla quota associativa annuale e sugli eventuali contributi straordinari;
•    delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo;
•    determina i limiti di spesa ed approva i rimborsi massimi previsti per gli associati che prestano attività di volontariato. Tali spese devono essere opportunamente documentate;
•    approva l’ammontare dei compensi per le eventuali prestazioni retribuite che si rendano necessarie ai fini del regolare funzionamento delle attività dell’Associazione;
•    delega il Consiglio Direttivo a compiere tutte le azioni necessarie a realizzare gli obiettivi definiti dall’associazione stessa.

6) Le deliberazioni assembleari devono essere pubblicate mediante l’affissione del relativo verbale all’albo della sede e inserite nel libro verbale delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea tenuto a cura del Presidente

Art. 11
Assemblea straordinaria dei Soci

1) La convocazione dell’Assemblea straordinaria si effettua con le modalità previste dagli artt. 9 – 10

2)Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.

3) L’Assemblea straordinaria dei soci approva eventuali modifiche dell’atto costitutivo o dello statuto con la presenza, in proprio o per delega, di tre quarti dei soci e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti.

Art. 12
Consiglio Direttivo

1) Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di tre sino a un massimo di nove consiglieri che durano in carica tre anni e sono rieleggibili fino a un massimo di tre mandati consecutivi, salvo il caso in cui nessun aderente sia disponibile a candidarsi per ricoprire dette cariche: in questo caso l’Assemblea può rieleggere i componenti uscenti.

2) L’Assemblea che procede alla elezione determina preliminarmente il numero di Consiglieri in seno all’eleggendo Consiglio Direttivo.

3) Il Consiglio Direttivo elegge tra i suoi membri, a maggioranza assoluta dei voti, il Presidente, il Vice-Presidente e il Tesoriere.

4) Il Tesoriere cura la riscossione delle entrate ed il pagamento delle spese dell’Associazione, ed in genere ogni atto contenente un’attribuzione o una diminuzione del patrimonio dell’Associazione; cura la tenuta del libro cassa e di tutti i documenti che specificatamente riguardano il servizio affidatogli dal Consiglio Direttivo.

5) In caso di morte, dimissioni o esclusione di Consiglieri prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvede alla loro sostituzione utilizzando l’elenco dei non eletti: la sostituzione va ratificata dalla successiva Assemblea ordinaria e dura sino alla scadenza del mandato del Consiglio direttivo.

6) Nel caso in cui decada oltre la metà dei membri del Consiglio Direttivo, l’Assemblea provvede tramite elezione al rinnovo dell’intero organo.

7) Tutte le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito. Ai Consiglieri possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e rendicontate relativamente allo svolgimento degli incarichi e delle attività per conto dell’Associazione, entro il massimo stabilito dall’Assemblea.

8) Il Consiglio Direttivo è responsabile verso l’Assemblea della gestione operativa, attua i mandati e le decisioni dell’Assemblea ed è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, fatti salvi quelli che la legge e lo Statuto attribuiscono all’Assemblea. In particolare esso svolge le seguenti attività:
•    attua tutte le deliberazioni dell’Assemblea;
•    redige e presenta all’Assemblea il bilancio preventivo, il conto consuntivo e la relazione di attività;
•    delibera sulle domande di nuove adesioni;
•    ha facoltà di costituire Comitati, a cui partecipano gli associati o esperti anche non soci, per la definizione e la realizzazione concreta di specifici programmi e progetti.

9) Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza, dal Vice-Presidente o in sua mancanza, dal membro più anziano di età del Consiglio Direttivo

10) Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni quattro mesi e tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno 2/3 dei componenti.

11) La convocazione è inoltrata per iscritto anche tramite posta elettronica, con sette giorni di anticipo e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo la data e l’orario della seduta. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio Direttivo.

12) I verbali delle sedute del Consiglio Direttivo, redatti a cura di un socio che a turno fa da segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione, vengono conservati agli atti.

13) Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo. Le deliberazioni sono valide con il voto della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti la deliberazione si considera non approvata.

Art. 13
Presidente

1) Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, dura in carica tre anni ed è rieleggibile fino a un massimo di tre mandati consecutivi.

2) Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte a terzi e in giudizio; cura l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; sovrintende a tutte le attività dell’Associazione; convoca e presiede il Consiglio Direttivo, del cui operato è garante di fronte all’Assemblea; convoca e presiede l’Assemblea dei soci.

3) In caso di assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice-Presidente o, in mancanza, al membro più anziano di età del Consiglio Direttivo.

4) Il Presidente, in caso di urgenza, assume i poteri del Consiglio Direttivo e adotta i provvedimenti necessari, convocando contestualmente il Consiglio per la loro approvazione: i provvedimenti urgenti del Presidente vengono esaminati obbligatoriamente dal Consiglio Direttivo alla prima riunione utile.

Art. 14
Comitati Tecnici

2) Nell’ambito delle attività approvate dell’Assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo ha facoltà di costituire Comitati Tecnici a cui partecipano gli associati o esperti anche non soci, per la definizione e la realizzazione concreta di specifici programmi e progetti, oppure con funzione consultiva in merito a progetti che l’Associazione intende promuovere. Il Consiglio stabilisce gli ambiti di azione e le linee di intervento del Comitato e ne nomina il coordinatore.

Art. 15
Scioglimento

1) L’Assemblea straordinaria può decidere lo scioglimento dell’Associazione con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci aventi diritto di voto. In caso di scioglimento l’Assemblea nomina uno o più liquidatori e determina le modalità di liquidazione del patrimonio sociale e la sua devoluzione.
2) È fatto obbligo di devolvere il patrimonio residuo dell’Associazione, in caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione, ad altra associazione di volontariato operanti in identico o analogo settore.

Art. 16  
Norme finali

1) Per tutto ciò che non è espressamente contemplato dal presente Statuto valgono le norme del codice civile, della legge nazionale 266/1991, della normativa regionale e provinciale in materia.