LIBRI – DOCUMENTI UTILI

Suggerimenti e Consigli per l’Ansia

“Alcune strategie per gestire e superare l’ansia e il panico. Come abbiamo detto l’ansia è come un sistema di allarme ed è utile alla sopravvivenza dell’individuo e della specie: segnala un pericolo e permette di mettersi in salvo prima che la minaccia si realizzi, il pericolo si concretizzi o uno scopo cui diamo molta importanza venga compromesso (ad es. essere amati, accettati, ammirati, competenti, autonomi, riuscire in un lavoro, in un esame, avere una relazione). Quindi l’ansia è ineliminabile.

L’ansia è la normale reazione del nostro corpo quando percepiamo qualcosa di pericoloso o che pensiamo imprevedibile e incontrollabile. L’ansia è un’emozione e come tutte le emozioni è un’informazione che consente di comprendere cos’è importante per noi. È un bene che l’ansia esista. Può essere il segnale dell’esistenza di un problema, di un modo inadeguato di affrontarlo, di un bisogno non soddisfatto. Non abbiate vergogna delle vostre emozioni, non biasimatevi per viverle, sarebbe come dire che non dovremmo mai aver mal di stomaco.

Perciò non confondete l’ansia con il problema, piuttosto prestate attenzione alla relazione che avete instaurato con la vostra ansia. Per esempio, se soffrite di attacchi di panico fate attenzione al vostro modo di reagire al panico (credenze, pensieri e comportamenti in relazione al panico). Analizzando e modificando la vostra reazione con il panico, imparerete a padroneggiarlo e ad eliminarlo.

Poi pensate al problema. Quale evento temete e quale vostro importante scopo viene minacciato o potrebbe non realizzarsi? È così grave se non si realizzasse? È così certo che accada ciò che temete? E se accadesse, siete sicuri di non riuscire davvero a sopportarlo? Cosa fate per cercare di prevenirlo o risolverlo? È adeguato ciò che state facendo? Siete certi di non poter fare nulla per rimediare o per farvi fronte, se accadesse davvero ciò che temete ? Davvero non sopravvivereste, sarebbe così terribile se accadesse?

La vostra interpretazione (di gravità, certezza, insopportabilità di reagire e “continuare a vivere”) di una situazione può non essere corretta, potreste identificare l’evento come più drammatico e impegnativo di quanto esso sia. In questo caso è la valutazione sbagliata di pericolo il vero problema e l’ansia è un ostacolo alla corretta interpretazione dell’entità del pericolo e alla scelta dell’azione più adeguata per risolverlo. Affrontate perciò quest’ansia “cattiva” per elaborarla e superarla, aiutandovi nel modo seguente:

  • Accettate l’ansia. Ossia date il consenso al suo arrivo.
  • Non combattetela. Diventate amici della vostra ansia e accoglietela quando giunge.
  • Se non acconsentite di provarla non potrete agire su di essa, non la supererete. Otterrete l’effetto contrario.
  • Un pensiero non è il futuro, non è un fatto (la realtà), non è eterno, non è l’unico possibile.
  • Evitate di evitare. Agite, quando siete ansiosi, come se non lo foste.
  • Perché per ottenere un cambiamento, la conoscenza non basta se non si tramuta in azione. Un certo grado di disagio è normale e necessario. Agire comporta disagio, fatica.
  • Invitate i sintomi, non fuggiteli. I sintomi ansiosi non sono pericolosi. Sgradevoli ma non pericolosi. È una questione di pratica. Come tutte le emozioni, contiene informazioni su ciò che è importante per voi, permette di conoscere i vostri bisogni e il significato che date agli eventi della vostra vita.
  • Individuate le fonti di stress, l’ansia è il segnale di qualcosa che non va nel vostro modo personale di “vedere” voi stessi, gli altri e la vostra vita.
  • L’ansia parla di voi, vi aiuta a capire chi siete, cosa non volete e ciò che desiderate.” (*)

(*) tratto da “Ansia e Psicoterapia” di Fabrizio Tabiani in appendice a “l’Arcobaleno” di Pierluigi Bertini – Mamma Editori – € 10,oo (a favore di Lidap Piemonte) in vendita da  ibs

 

Il lato bello dell’Ansia

La felicità, quello “stato d’animo positivo, cioè l’emozione, di chi ritiene soddisfatti i propri desideri” poiché riguarda l’emotività, è in stretta relazione con la sensibilità, quella “emotiva disposizione a sentire intensamente”. Per chi non ne fosse convinto, il Garzanti ce lo dimostra con le due definizioni: la nostra felicità è in stretta relazione con la nostra sensibilità.

La superiore sensibilità, importante concausa dell’ansia, permette all’ansioso di godere di una superiore felicità!

Quindi questo sentire intensamente enfatizza sì il nostro disagio ma d’altro lato ci fa gioire oltremodo di ogni “palpito sorridente di vita” , dell’amore e della bellezza che ci circonda, quella che ci appare e quella che andiamo a ricercare e scoprire nella natura e nell’animo umano. L’ansioso è una persona speciale che quando risolve i suoi conflitti ama e gode la vita più di chiunque altro.

Ma il bello del segnale ansioso è anche un suo fatto intrinseco. Arriva a chi, pur avendo una marcia in più, sta vivendo una vita che non lo fa sentire realizzato, che vuole volare più in alto ma non ce la fa o non sa come fare. Il segnale arriva per darci una spinta, farci dare una mossa, farci ascoltare le sue indicazioni. E’ un amico!

E, come amico, all’inizio ci da qualche avviso quasi indolore … quel mal di testa che non capivamo, quel leggero disagio a stare con gli altri in certe occasioni, qualche altra stranezza … un batticuore senza motivo apparente, quella crisi di pianto a ciel sereno… mah, “passerà” ci dicevamo. E passava e per anni più niente, ma… se non lo ascoltiamo, il segnale si farà risentire ancora, prima ancora un po’ piano poi via via più forte, fin quando saremo obbligati a prenderlo in considerazione e, se ancora non lo facciamo, ecco all’improvviso il fulmine del primo attacco di panico! Il suo pezzo da novanta… “che così ti decidi!”

L’amico vuole che tu cambi, assolutamente! Sa chi sei, almeno lui lo sa! Sa che puoi e vuoi volare più in alto, molto in alto, e vuol farti aprire quelle tue ali  tarpate dalla paura, dall’insicurezza del volo ma anche della rotta. Lui non ti parla alla mente… non lo ascolteresti… lui è un’emozione che parla al tuo cuore. E tu, è il tuo cuore che devi ascoltare, con tutto il tuo impegno, ascoltare la tua profonda identità, il tuo !  Solo così potrai …volare.

Non è cosa facile, specialmente se lo farai da solo, ma se, intraprendendo o no (per indisponibilità economica) un percorso psicoterapeutico, avessi la comodità di un gruppo di auto-mutuo-aiuto Lidap nella tua zona, oltre che gustarti una gradevole compagnia, avresti l’opportunità di una sinergia importante per cambiare qualcosa della tua vita…                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     L’Araba Fenice (*)

(*) con l’avallo dei ns. Consulenti psicoterapeuti: Paola Bertini, Roberta Darò, Giovanni Occhipinti, Fabrizio Tabiani.